Aria di Unibios
Interrogazione consigliare.
Scritto da Enrico   
sabato 14 novembre 2009
Tra le varie interrogazioni fatte durante il consiglio comunale, una riguardava la ditta Unibios: riporto qui sotto la sintesi scritta dal consigliere di minoranza Antonella Marchi e pubblicata anche sul sito www.zero321.it (sito di informazioni locali dedicato Novara e alla sua provincia).
 

UNIBIOS. Le puzze continuano ad esserci, lo hanno ammesso anche le maestranze che le hanno attribuite ad una movimentazione di fusti. La data per la realizzazione dei lavori richiesti alla ditta è nuovamente slittata ma l’assessore Volontè dice che si cercherà di risolvere i problemi nel modo migliore (!?!) e che di questo si parlerà in un incontro pubblico da organizzarsi ad ottobre.

Rileviamo sconcertati come si continuino a movimentare fusti con una totale mancanza di logica e di criterio (ma credono che le persone siano tutte fesse e pronte a credere ad ogni panzana raccontata?) ma soprattutto rileviamo come la gestione di questi rapporti con Unibios, con la larghezza di manica che le proroghe continue lasciano intendere, danneggi la credibilità stessa delle istituzioni, scoraggiando il cittadino a rivolgersi alle istituzioni stesse che vengono percepite come assenti ed inerti se non complici e conniventi.

Commenti
Fabio
Scritto da 'Visitatore' il 2010-11-07 17:39:20
Egregio Sign. Enrico Platti in merito ai fastidi olfattivi lamentati dalla popolazione del quartiere adiacente la ferrovia di Trecate provenienti dalla Ditta Unibios Desidero fare alcune considerazioni su tutta la vicenda che ha interessato solo a quanto ho capito dagli anni 2000 o poco meno la cittadinanza.Io a Trecate mi sono soffermato più di una volta per interesse turistico storico .Il paese mi ha ricordato un poco per il suo dinamismo economico e industriale La Torino degli anni '70 e la città che abito.Oggi il capoluogo della regione Piemonte mi sembra una Città in affanno e che a mala pena cerca di trovare una sua nuova identità dopo aver perso quella industriale un poco a malincuore per alcuni ma anche in modo positivo per altri.Insomma non possiamo credo fare a meno delle industrie diciamo la verità ma è altrettanto vero che non possiamo sottovalutare la salute dei cittadini .Allora perchè il caso Unibios si è solo considerato a partire dagli anni 2000? perchè non lo si è affrontato anch'esso già dagli anni '70 provvedendo a spostare la fabbrica tramite intervento delle amministrazioni pubbliche in una zona che non interferisse con la quotidianetà dei cittadini? E poi francamente poichè credo che si tratti di una industria ad alto valore aggiunto poichè farmaceutica per me eliminarla porterebbe solo svantaggi .Per il momento non elencherò quali per non fare un romanzo storico.Mi attengo ancorta ai fatti da lei esposti.Una Amministrazione comunale cos'altro può fare se non prendere atto degli impegni prefissati della dirigenza Unibios ed attenersi a questi considerando quindi risolto il problemma di miglioramento ambientale che da parte della Unibios anche perchè sollecitata dalla popolazione trecatese intende raggiungere?Per gli incidenti avvenuti nello stabilimento io posso testimoniare poichè ho fatto in passato parte di questa realtà come alle volte e qui non parlo degli operai o dei dirigenti ma mi riferisco all'uomo Egli appunto illusoriamente sicuro di se e vanaglorioso creda di saper fronteggiare tutti i fenomeni naturali con assoluta perizia e invece incappa nella sua cecità e ignoranza facendosi sopraffare da eventi inattesi rimettendoci anche la vita propria e in maniera ancora piu colpevole e irresponsabile la vita degli altri vedi Seveso in Italia Chernobyl in Ucraina Bhopal In India.L'uomo non ha imparato ancor niete e persiste nella sua arroganza.Non sono sicuro allora che Gli operai si attegano sempre alle norme di sicurezza e i dirigenti scrupolosamente operino per lavorazioni necessarie con minor impatto ambientale e rischio calcolato.Credono di essere arrivati come si suol dire oggi ma è necessario per queste maestranza tenere sempre corsi aggiornamento e validazione delle proprie capacità professionali solo così il citadino comune può cominciare ad avere fiducia delle industrie e questo è un poco come chi prende la patente automobilistica e se succedono incidenti è solo perchè non si attua una prevenzione alla base di tutti gli eccessi e di ogni malumore.
@ Fabio
Scritto da 'Visitatore' il 2010-11-07 17:41:07
Sig. Fabio, scrivo solo ora in merito al suo commento-riflessione, che ho dovuto spostare perché in homepage non sembrava il posto più indicato.  
Ascoltare punti di vista altrui è sempre utile, soprattutto se provengono da chi dice di aver fatto parte delle realtà in oggetto; non avevo intenzione di replicare al suo commento, ma credo che alcune inesattezze da lei descritte meritino di essere segnalate. 
La “vicenda” Unibios non ha interessato solo dagli anni 2000, ma risale a parecchio tempo addietro; le cito per esempio il fatto più partecipato dalla cittadinanza, i contrasti con la realtà aziendale del 1994 per la costruzione dell'inceneritore di rifiuti tossico-nocivi nella sede in via delle Rimebranze, ubicata nel quartiere San Bernardo di Trecate e densamente abitato; ma ci sono molti altri episodi in date antecedenti che confermano le problematiche che ci sono state nel corso della convivenza tra azienda e città. 
Ovviamente il grosso della documentazione è abbastanza recente, circa una quindicina di anni, periodo sicuramente non breve: un quindicennio di disagi non è poco. 
Cercare di risalire a prima del '90 risulterebbe impresa alquanto ardua: reperire materiale di così vecchia data, e sopratutto di quei tempi, è molto difficile; comunque basta parlare con chi vive o ha vissuto da sempre in questi luoghi per capire che “problemi” ci sono stati anche anni fa. 
In merito al perché non si sia provveduto prima, incentivando il trasferimento, è una domanda che andrebbe posta ai politici e agli amministratori dell'epoca, a chi avrebbe dovuto/potuto dare maggiore peso ai segnali di una incompatibilità con il territorio circostante; non è mistero però di come certe vicende (troppe) arrivino a degenerare. 
Comunque alcuni tentativi da parte di qualche amministrazione sono stati fatti; sono state proposte soluzioni atte ad agevolare il ricollocamento, ma l'azienda, evidentemente considerando svantaggiosa economicamente “l'operazione”, è rimasta lì, anzi, ha chiesto in varie occasioni che venisse tolta la dicitura “rilocazione” dal piano regolatore per potersi ampliare nello stesso sito. 
Se un'amministrazione decide di dare dei vincoli territoriali a un'azienda, non è certo a caso, ma è segno che la città ha dimostrato sofferenze con la stessa; la decisione di richiedere la possibilità di togliere il vincolo per potersi ampliare è segno che non viene dato il giusto peso ai problemi dei cittadini che vivono vicino all'azienda.  
Riguardo alle responsabilità sugli incidenti, non posso certamente pronunciarmi, essendo incompetente degli aspetti che riguardano le procedure di lavorazione e la loro sicurezza, ma è certo che le persone possono commettere errori, e quindi realtà pericolose come quella dell'industria chimica devono prendere misure di sicurezza tali che, anche in caso di errore umano, ci siano meccanismi che ne minimizzino le conseguenze. 
 
Enrico 
 
 
Io li conosco bene
Scritto da 'Visitatore' il 2011-06-24 15:42:17
Al Sig. Giraudi non interessa nulla del problema, tanto lui non abita a Treccate..., poi non ha soldi, ma continua a fare la vita da milionario. 
Perchè la GDF non indaga sui conti Svizzeri e non solo... della famiglia?

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