Aria di Unibios
Nuova interrogazione consigliare. PDF Stampa E-mail
Scritto da Enrico   
giovedý 08 maggio 2008

 

 

Ascoltando le richieste d'informazione e i relativi dubbi dei residenti nella zona limitrofa alla ditta, il gruppo di minoranza consigliare ha inoltrato un'interrogazione urgente al Sindaco di Trecate, contenente alcune domande sull'evolversi della situazione dopo i termini fissati dalla commissione in Conferenza dei Servizi.


Qui sotto potete leggere il testo dell'interrogazione e la risposta del Sindaco (che trovate anche nella sezione “lettere e documenti”).

 

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Trecate, 11 aprile 2008



AL SINDACO DEL COMUNE DI TRECATE


OGGETTO: interrogazione con richiesta urgente di risposta

scritta



PREMESSO


-che la vicenda Unibios sta a cuore a tutti i cittadini di Trecate

-che siamo ormai oltre la fatidica data del 31/3/2008, fissata in Conferenza dei Servizi come termine ultimo della presentazione dei progetti di adeguamento da parte della ditta

-che l’Amministrazione non sta fornendo adeguata informazione in merito

-che, dopo l’incontro pubblico, le affermazioni e le rassicurazioni prospettate dall’azienda non pare abbiano avuto seguito



i sottoscritti Consiglieri di Minoranza

interrogano

il Sindaco e l’Amministrazione

affinché rispondano ai quesiti allegati




Alla ditta Unibios sono stati dati 6 mesi di tempo per presentare i progetti di adeguamento, il termine ultimo per presentarli era il 31 marzo 2008: sono stati presentati progetti di adeguamento?

Se sì, quali adeguamenti hanno progettato ed eventualmente quando la commissione darà risposta positiva o negativa ai progetti?

Quali sono le date previste per l'inizio e il termine lavori di adeguamento?

Ufficialmente il sindaco ha dichiarato che la ditta non produrrà più pancreatina, ed è stata chiesta la cassa integrazione per 17 dipendenti dei 33 in organico: che produzioni sono attualmente in atto ed eventualmente riprenderanno?

Che sostanze chimiche utilizzano e producono queste lavorazioni ancora presenti?

Il diphill, l'acido nalidixico, l'etilebromuro, i solventi clorurati non verranno più prodotti ma verranno adoperati per le lavorazioni?

Se sì, in quali quantità?

Sono ancora presenti episodi di miasmi (in forma leggera rispetto al passato ma comunque ancora presenti); la risposta a questo problema, esposta nell'interrogazione fatta l'11 novembre 2007, è stata: “punto 4: puzze: ci sono perché la ditta ha provveduto ad ultimare lo

smaltimento dei residui di lavorazione. Dovrebbero cessare nei prossimi giorni”.

Di “prossimi giorni” ne sono passati parecchi, l'amministrazione ha chiesto ed eventualmente ha ottenuto spiegazioni sul protrarsi delle molestie olfattive (indice di emissioni in aria di sostanze utilizzate e presenti in Unibios che tuttora non vengono contenute nel perimetro della ditta)?

Che provvedimenti si intendono prendere?

Tutte le volte che si chiede in merito alle puzze viene risposto che sono ormai finiti i liquami accumulati e puntualmente non cambia nulla, pare incredibile che chi rilascia queste notizie non sia in grado di prevedere e quantificare le scorie accumulate e il loro smaltimento: nessuno della commissione si è preso la briga di farsi mostrare le quantità di scarti da smaltire (magari annotando con una matita la quantità per non dimenticarsela) e verificare che non ne vengano aggiunti di nuovi?

Ma gli odori è sicuro che provengano proprio da questi scarti?

Se sì, come può essere accettato un depuratore che durante il suo funzionamento crea molestie olfattive?

Si è certi che le attuali produzioni non contribuiscano a queste emissioni?

Il 9 luglio 2007 è stato approvato il piano di bonifica: riguardo alla falda acquifera, il piano prevede la costruzione di sei pozzi barriera per intercettare la falda in modo da evitare che agenti inquinanti presenti, che si sono accumulati nel tempo a causa dall'attività dell'azienda, contaminino ulteriormente l'esterno.

I pozzi sono già stati realizzati.

Sono operativi?

Sono stati risolti i problemi dello scarico di queste acque?

Per i terreni dell'azienda il piano prevede la rimozione di parte degli stessi e il loro conferimento per lo smaltimento; per i terreni che non verranno rimossi verrà eseguito un trattamento che si chiama bioventing: viene insufflata aria nel sottosuolo e la parte leggera di questi inquinanti viene strippata dall'aria, l'aria viene aspirata con delle bocchette, mandata all'impianto di incenerimento e bruciata.

Attualmente il termodistruttore non è in funzione e non potrà essere riattivato in quanto non con conforme alle nuove normative; era prevista la sua sostituzione con uno di nuova concezione che sarebbe servito per il bioventing e per bruciare le emissioni captate dalle lavorazioni: attualmente non si sa nulla di questa parte di bonifica né si sa se è stato presentato il progetto del nuovo impianto.

In caso non sia stato presentato il progetto, cosa si intende fare per la bonifica dei terreni?

Il progetto di bonifica è stato approvato, quindi è stato tolto dalla procedura AIA, segue un percorso indipendente: è stato autorizzato dalla Conferenza dei Servizi ed è di competenza comunale.

Il comune in questa situazione è in grado di dare delle date di previsione del termine della bonifica e quindi della messa in sicurezza dei suoli e falde?

Che termini massimi deve rispettare l'azienda per la messa in sicurezza?

In che direzione si sta muovendo l'amministrazione comunale per cercare di risolvere il problema occupazionale dei dipendenti in cassa integrazione speciale.

 

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Risposta del sindaco.



Oggetto: risposta interrogazione UNIBIOS (prot. 12937 e ns prot. 13480)


A seguito della nuova interrogazione con richiesta urgente di risposta scritta, prot. 136919 del 17 aprile 2008, desidero esporre, per l'ennesima volta, alcune evidenze con lo scopo di spiegare, augurandomi, in modo definitivo, il percorso che l'Azienda UNIBIOS ha dichiarato di intraprendere.

Nell'incontro pubblico aperto alla cittadinanza, svoltosi il 24 gennaio u.s. alla presenza del Dott. Farisoglio, a nome di UNIBIOS, del Dott. Guerrini per la Provincia di Novara e dell'Ing. Laria, membro della Commissione Tecnica per il Comune di Trecate, ritengo sia stata data spiegazione a tutti i Cittadini presenti, con estrema chiarezza, disponibilità e dovizia di particolari.

Il Dott. Farisoglio e il Dott. Guerrini hanno illustrato, anche con l'ausilio di slides, i dettagli tecnici del piano di adeguamento, dando risposta a tutti i quesiti con grande professionalità.

Il Dott. Farisoglio si è, inoltre, reso disponibile a far visitare il sito di UNIBIOS, oggetto dell'A.I.A., proprio per tranquillizzare ulteriormente i cittadini. Ritengo, quindi, che l'informazione ci sia stata e che il piano di adeguamento, con scadenza 31 marzo 2008, abbia seguito il suo corso.

Comunque, siccome a Voi questo non basta, sintetizzo di seguito i punti salienti. Il programma presentato era stato articolato con una serie di prescrizioni, che, si possono in sintesi riassumere:

  • L'esecuzione da parte della Società del piano d'adeguamento presentato nelle ultime sedute della Conferenza, che prevedeva la dismissione delle produzioni a maggiore impatto ambientale e la revisione impiantistica e gestionale di tutte le altre, per adeguarle da un punto di vista della sicurezza per i lavoratori e per l'ambiente.

  • Il fermo tecnico degli impianti per tutto il tempo necessario per mettere in atto il piano suddetto.

  • L'istituzione di una commissione tecnica di controllo, costituita dai rappresentanti degli Organismi di controllo, Dell'Azienda Intercomunale Acque Ovest Ticino e del Comune di Trecate.

  • Adeguamenti strutturali dello stabilimento.

  • Adeguamento delle tecniche di gestione della sicurezza e ambientali.

  • Rumore.

  • Rifiuti.

  • Scarichi idrici.

  • Emissioni in atmosfera.

  • Piani di monitoraggio e di controllo.

Nell'incontro del 24 gennaio, il Dott. Farisoglio, fece chiarezza su una serie di punti, direi molto rilevanti, quali:

  • il fermo di tutte le produzioni;

  • lo specifico che le attività residue consistevano esclusivamente nella bonifica degli impianti dismessi, nella gestione del depuratore secondo gli accordi in essere con AIA e nelle attività di finissaggio in camera bianca.

Il Dott. Farisoglio illustrò anche il piano di adeguamento dell'Azienda, che, consisteva essenzialmente nel riprendere le sole produzioni della Pancreatina e dei composti del Ferro, nonché nel proseguire le attività di finissaggio in camera bianca, con un certo ridimensionamento delle attività aziendali.

Questo in sintesi lo storico, quello che è a tutti noto. L'ulteriore evoluzione della vicenda è, in realtà, molto recente.

A metà febbraio, durante una riunione della Commissione Tecnica, il Dott. Giraudi, a nome di UNIBIOS, annunciò che l'Azienda, aveva valutato eccessivo l'impatto economico degli adeguamenti necessari per le produzioni che, inizialmente, avevano ipotizzato di proseguire. L'Azienda sosteneva dei costi troppo elevati rispetto al feedback in termini economici; per tale ragione UNIBIOS decise di dismettere anche la produzione di Pancreatina.

Questa decisione, comunicata verbalmente, è stata poi ufficializzata con una lettera del 27 Marzo.

Le uniche lavorazioni rimaste nello stabilimento sono: il finissaggio in camera bianca ed una piccola produzione di composti del Ferro, il cui adeguamento alle prescrizioni dell'Autorizzazione Integrata Ambientale è molto più semplice, avendo un impatto ambientale del tutto trascurabile.

A questo punto la ABC Farmaceutici, che ha giù inviato una perizia giurata sulla produzione dei composti del Ferro, che sarà valutata dalla commissione, dovrà:

  • Presentare il piano definitivo di impermeabilizzazione del reparto chimico e captazione delle acque meteoriche, che ha già dato in versione quasi completa.

  • Presentare i piani definitivi di gestione della sicurezza e dell'ambiente.

  • Presentare periodicamente i dati del monitoraggio ambientale alla commissione e, successivamente alle autorità di controllo.

  • Dare corso alla bonifica dei suoli secondo il piano approvato nella relativa conferenza.

Questo ultimo punto, visto il ridimensionamento sostanziale dello stabilimento, viene ad essere quello più importante per il futuro, dato che può originare emissioni gassose che dovranno essere abbattute ed implica una serie di controlli sui risultati dell'operazione sui terreni interessati e sulla falda.

Dopo aver fornito tutti i ragguagli tecnici del caso, evidenzio quanto segue:

  • le novità di cui sopra risalgono, come si può evincere, a pochi giorni fa, rispetto a quanto comunicato in seduta pubblica, la dismissione della lavorazione della pancreatina, ha comportato una ulteriore riduzione della produzione e, quindi, anche del personale in Azienda.

La A.B.C. Farmaceutici S.p.A. ha attivato la procedura prevista dalla L. 407/90, L. 223/91 e seguenti, cioè la Cassa Integrazione straordinaria per 17 lavoratori su 33. Per alcuni di loro è già iniziata.

A questo punto mi aspetto un'interrogazione in questi termini:

Che cosa fa ora il Comune per tutelare questi lavoratori?

Rispondo dicendo quello che può fare il Comune, in parte lo ha già fatto e lo sta facendo e continuerà a farlo per aiutare questi lavoratori. Li sta contattando uno ad uno, per dare loro accoglienza, aiuto, sostegno, orientamento nella ricerca di una nuova occupazione, redazione della stesura dei curricula e delle lettere di autocandidatura alle Aziende, facendo alle stesse Aziende chiarezza sulle possibili agevolazioni e sgravi che la normativa consente.

Provvedo, inoltre, io stesso a sottoporre i curricula alle aziende del bacino del territorio.

Ma ora sono io a fare una domanda a Voi? Che cosa avete fatto in 9 anni di Amministrazione? I problemi di UNIBIOS sono molto più datati ed erano ben presenti anche a Voi, eppure una svolta risolutiva si è avuta solo ora e per questo, che siate al di qua o al di là della barricata, prego riconoscere la determinazione con cui questa Amministrazione ha seguito la vicenda.

Il nostro lavoro è e sarà concentrato, nel futuro prossimo a:

  1. Assistere i lavoratori nella ricollocazione;

  2. Monitorare e stimolare fortemente la bonifica del sottosuolo. Problema in passato poco o mai evidenziato, ma che noi stiamo seguendo con pari scrupolo ed attenzione rispetto al problema, oggi risolto, delle esalazioni odorose.

Distinti saluti.


IL SINDACO

Enzio ZANOTTI FRAGONARA


 


 

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