Aria di Unibios
Ci sarÓ la Conferenza dei Servizi. PDF Stampa E-mail
Scritto da Enrico   
lunedý 09 ottobre 2006

 

Il Corriere di Novara del 09/10/2006 dà notizia della Conferenza dei Servizi a Trecate, dove si discuterà la richiesta in sanatoria dell'autorizzazione per l'impianto di depurazione delle acque di scarico dell'Unibios.

Dall'articolo appare evidente e chiaro che la ditta vuole sanare (condonare?) un impianto che ha realizzato senza autorizzazione... bravi!

Mi chiedo come si possa premiare chi usa atteggiamenti simili; ci si spreca in orazioni moralistiche sull'osservanza delle normative, si cerca di fare capire quanto sia importante la cultura del rispetto civico per il bene della comunità e per le generazioni future... ma forse le aziende sono esentate da tutto questo?

L'esempio sul rispetto delle norme lo devono dare i privati cittadini: i possessori di bagni abusivi per mancanza di antibagno in case private, i costruttori della parete abusiva per dividere la cucina dal soggiorno; i possessori del pollaio del nonno che crea odori e parassiti; e attenzione a non bruciare le tre foglie cadute dalla vostra unica pianta. In questo caso la rigidità è essenziale, ci vuole il rispetto assoluto delle normative; e il muro abusivo va abbattuto.

Ma se a essere abusivo è un impianto industriale, dove va a finire la rigidità?

Forse, data la concorrenza spietata delle aziende cinesi, è d'obbligo essere indulgenti verso queste nostre povere aziende?

Non credo che la strada giusta per aiutare le nostre aziende a essere competitive nei confronti di quelle cinesi sia quella di permettere loro di adottare, qua in Italia, le stesse modalità che si adottano nei paesi in via di sviluppo: non è gettando alle ortiche anni di progressi sulla strada del rispetto dei diritti dell'uomo e dell'ambiente, che si possono aiutare le aziende in difficoltà.

Non è peggiorando la qualità della vita, che si può aiutare il progresso economico.


Attenzione, la mia non è una presa di posizione sul depuratore, che potrebbe essere anche migliorativo della situazione attuale (del resto la delibera che autorizzava l'inceneritore diceva esattamente la stessa cosa, e anche quell'impianto è stato messo in funzione prima di essere autorizzato), e inoltre c'è chi per professione si occupa di questo, e valuterà la richiesta considerando l'impatto ambientale e la locazione della ditta.

È solo che, con la mia piccola logica da uomo comune, avrei pensato che prima di concedere qualcosa a chi dimostra di non considerare seriamente le norme, e da anni promette di risolvere i problemi che crea e mai risolve, sarebbe stato opportuno aspettare una prova, un cambiamento, un miglioramento, non solo assicurato con le solite vane promesse ma effettivo, comprovato dai fatti; un risultato garantito e duraturo nel tempo, che possa dare la certezza del cambiamento della politica dell'azienda.


A Ivrea la stessa azienda ha presentato l'inverno scorso la richiesta per un depuratore, e per ora il permesso è stato rifiutato; molti cittadini, solidali a un comitato, hanno sensibilizzato la giunta e il sindaco, che sembrano non essere stati convinti dalle ragioni dell'azienda: quest'ultima proponeva lo smaltimento conto terzi di sostanze tossico-nocive con il nuovo impianto, per ammortizzarne in cinque anni l'investimento.

Io ero presente a un incontro tra i cittadini, i responsabili dell'azienda, l'ARPA, il Sindaco, il comitato Ivrealabella, e vi posso garantire che si sono sentite cose molto interessanti soprattutto per valutare la trasparenza e la buona fede dell'azienda.

(La conferenza era presenziata da diversi giornalisti, che ho visto muniti di attrezzature audio e video: credo quindi che, se interessati, si possa reperire quel materiale.)

Mi auguro che chi ha potere decisionale in questa faccenda si documenti approfonditamente, per trovarsi nella migliore condizione di effettuare una scelta giusta e adeguata.

 

L'articolo lo potete leggere qui.

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